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 Giovanni della Croce - tutte le opere  

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 testo spagnolo a fronte  
a cura di Pier Luigi Boracco, Bompiani, Milano 2010  


... per andare del tutto al tutto,

devi abbandonarti del tutto in tutto,
e quando giungi a tenerlo del tutto,
lo devi tenere senza volerlo per niente...


Juan de la Cruz (1542-1591), proclamato santo nel 1726
e dottore della Chiesa nel 1926, è co-protagonista con Teresa d'Avila
di uno dei momenti più importanti della Controriforma 
e del generale rinnovamento della vita religiosa che prese corpo 
nella Spagna del siglo de oro 

sono qui presentati tutti i suoi scritti, ordinati secondo un criterio propedeutico 
a una progressiva ricezione del suo messaggio 

le Lettere e gli Scritti minori, nella loro forma stringata di promemoria spirituale, 
costituiscono la strada migliore per introdurre il lettore alle altezze teologico-spirituali 
che Giovanni della Croce metterà a fuoco nelle opere successive 

le Poesie rappresentano sicuramente, e per molti aspetti, 
il vertice della spiritualità del carmelitano, 
la sua lingua prima, quella che egli stesso ritiene più vera, 
poiché accompagna l'esperienza mistica fin dal suo primo costituirsi 

Commentari sono il risultato dello sforzo immane cui si sottopose 
per tradurre l'esperienza primigenia dell'ineffabile, colta in simboli e visioni 
e tradotta termini teologici e razionali 
convinto che, quella mistica, non sia un'esperienza rinchiusa in una torre, 
inaccessibile dall'esterno, ma un evento che accetta d'esser posto nell'agorà 
della fede e della Chiesa,  lasciandosi da queste interpellare 
e rispondendo al linguaggio e all’interpellanza dei credenti 
 

  Fondata sul monte 
  Le pietre centenarie di san Carlo in Lambrugo 1910-2010 

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    a cura di Stefano Casati, Oggiono-Lecco 2010
   
   
   la chiesa parrocchiale di Lambrugo
   è consacrata 
il 17 settembre 1910 dal cardinal Andrea Ferrari
   nel libro il racconto si sviluppa 
   attorno alla realizzazione di un grandioso progetto, 
   come è definita nel Chronicon la costruzione dell'edificio

pur soffermandosi particolarmente sugli ultimi cent'anni della vita parrocchiale si ripercorrono le tappe della millenaria vita della comunità ecclesiale

la chiesa esterna del monastero benedettino femminile fondato dai Carcano nel 1047 è il primo  luogo di culto accertato; la popolazione trova qui la possibilità di assistere alla messa domenicale, ma passa da una cura all'altra: Monguzzo, Tabiago, Moiana e soprattutto Lurago

dal 1579 sorgono tensioni tra le monache, i nobili Giussani, i proprietari della parte alta del paese succeduti ai Carcano, e gli abitanti di Lambrugo per il mantenimento del cappellano che officia per la popolazione
la lunga contesa si risolve con la costruzione nel 1618 di un oratorio dedicato a san Carlo, ad opera dei Giussani, cui rimane il diritto di patronato: proprietà della chiesa e nomina del cappellano

nel 1896 giunge a Lambrugo come cappellano don Emilio Mauri (Milano 1854-1936 Lambrugo), che, nonostante l'opposizione di Lurago, ottiene che Lambrugo diventi nel 1902 parrocchia  indipendente, sostenendo col proprio patrimonio familiare la maggior parte delle spese, inizia e porta a compimento la costruzione di una nuova chiesa
la cerimonia di consacrazione dura, come si legge nel Chronicon, dalle cinque del mattino alle nove e trenta, ed è seguita da una festa di tre giorni che ripaga tutti gli abitanti che hanno dato il loro contributo in soldi e lavoro gratuito

nella seconda parte del libro Giovanni Corbella espone una dettagliata descrizione dei costi, progetti, materiali, tempi della costruzione 
il prof. Alberto Rovi, storico dell'arte, in poche pagine ma di straordinaria intensità illustra le caratteristiche dell'architettura e della decorazione 

 

Prete di parola   

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di Pier Luigi Boracco, NED, Milano 2008    


  lo studio è dedicato alla figura di don Primo Lucchinetti,  

nato a Crana, frazione di Borgonovo di Piuro (Sondrio) nel 1864   
e morto a Mese (Sondrio) nel 1935,  
la cui vita e opera si svolge tutta a Mese,  
un piccolo paese della Valle Chiavenna   

il parroco di Mese sopravvive e parla ai contemporanei  
attraverso l'opera da lui iniziata e proseguita  
dalla Congregazione delle 
Pie Figlie della Sacra Famiglia di Mese,  

e nella mole di 8000 pagine trascritte e catalogate da Ermeneutica,
gelosamente e accuratamente custodite nell'Archivio della Casa Madre 

può esser considerato un benemerito milite ignoto
che lavora e combatte nella chiesa e per la chiesa con le armi della preghiera
e della fede, educando e ammaestrando con la parola
e costruendo nell'amore operoso 

güdazz era affettuosamente chiamato dai parrocchiani,
che percepivano la sua opera come quella del padrino:
sostenere, incoraggiare, esser vicino a ciascuno come il padrino del battesimo
deve aiutare il padre senza sostituirlo 
lo scopo del libro è di accendere le luci sul parroco di Mese
per cogliere la profondità che si cela sotto la semplicità dell'agire,
sotto l'autentica umiltà, senza grosse progettazioni,
ma soccorrendo senza sentirsi importante, con delicatezza
e con costanza, perché questa è la normalità dell'agire cristiano 
l'autore colloca la splendida e limpida figura di don Primo
in un ambito più vasto: storico, civico ed  ecclesiale,
superando i limiti territoriali e cronologici delle precedenti pubblicazioni 

non una biografia, ma uno sforzo interpretativo per comprendere la genialità
del ministero di questo prete di montagna che sa
essere grande,
giocando sempre nel piccolo 

il titolo
indica in sintesi la linea interpretativa dell'autore don Primo è Prete di Parola perché 
- mantiene fede alle promesse, agli impegni assunti nei confronti dell'altro 
- ha una fede adamantina nella Parola di Dio,
preferendo arrossire di fronte agli uomini, che arrossire di fronte al Vangelo 
- impegna studio costante e assiduo per conoscere e annunciare la Parola di Dio
nelle numerose prediche e meditazioni 

le 8000 pagine di omelie scritte di suo pugno, il migliaio di volumi
della sua biblioteca personale sono testimonianza della dedizione
e del posto essenziale che aveva per lui l'annuncio del Vangelo 
don Primo non è una voce sottovoce nella chiesa, ma senza saperlo,
con semplice spontaneità,

è
profeta anticipatore 
- di comportamenti nel concepire l'attività caritativa,
che anticipa molti aspetti delle contemporanee associazioni di volontariato 
- di un modo di esercitare l'autorità e di ammaestrare nella fede,
che si svilupperanno nella chiesa solo nella seconda metà del secolo scorso 


  Lumino con occhi di artista   

lumino con occhi d'artista
   di Pier Luigi Boracco

 
  scaturito dall’intento di valorizzare il nutrito
  stuolo di persone che hanno promosso
  col pennello l'immagine del proprio paese svizzero,
  questo libro ha raccolto in poco più di due mesi
  un enorme patrimonio pittorico: 
  100 quadri di Lumino, fatti da gente del posto

  attualmente la collezione rappresenta la più grossa pinacoteca locale
  il più completo repertorio di immagini del paese

  a commentare questo patrimonio pittorico un documento del 1925,
  composto come Guida di Lumino dagli allievi della scuola elementare d’allora

  tracce della penna e tracce del pennello
  si commentano cosi a vicenda,
  ambedue con spiccata sensibilità e occhio d’artista

  Lumino interpreta Lumino, la sua penna glossa il suo pennello


   Gesù mi disse...  

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a cura di Stefano Casati, NED, Milano 2005   


al tempo della sua vita terrena  
s'è creato un interesse  
perfino eccessivo intorno a lei,  
per i fatti eccezionali che la collocavano  
più nel rango delle mistiche che delle sante  

il libro non narra la biografia della suora, ma lascia che sia la religiosa  
a parlare con le sue note e i suoi diari  
ne esce una figura che fa pensare a Teresina di Lisieux  
e a suor Elisabetta della Trinità  

il libro non narra la biografia della suora  
lascia che sia lei a parlare con le sue note e i suoi diari, 
sovente scritti  come a improvviso singhiozzo... 

tra un brano e l'altro si fa sempre più sonoro il silenzio 
di un'esistenza di grazia che va crescendo 
che ritorna con sempre maggior forza e convinzione 
su alcuni pensieri che dominano la sua spiritualità 

essa si condensa in un programmatico nascondimento accanto al Signore 
e nella volontà di servire Cristo nei poveri 

apparentemente nulla di straordinario, 
se non un'intensità e una purezza di sentimenti 
che esprimono l'unione con lo Sposo 
obbedienza, umiltà, sofferenza accettate e perfino invocate 
desiderio di non apparire per nulla creatura straordinaria 
volontà di congiungersi in modo sempre più intimo e costante al suo Signore 


 
     

 






... e il segno

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